Il tema della 10a edizione è “LABIRINTO“.
Quest’anno Amabili Confini è in programma dal 14 maggio al 18 giugno 2026, con un’anteprima con un’anteprima che si terrà l’8 maggio.
Come accaduto nelle precedenti edizioni, anche quest’anno abbiamo scelto un tema dal potere evocativo, in grado di creare risonanze in ognuno, realizzando quel desiderio sempre vivo di dare voce, attraverso la scrittura, alle proprie emozioni.
Tra tutti gli scritti pervenuti dalle cinque macroaree in cui sarà suddivisa Matera ne saranno scelti dieci. Il criterio seguito per la selezione riguarderà essenzialmente la capacità dei testi di suscitare emozioni nel lettore e trascenderà l’aspetto meramente formale e letterario. Amabili Confini, infatti, non ha le caratteristiche di un premio letterario: non ci sono giurie, non ci sono accademici, non ci sono esperti a valutare i racconti. L’obiettivo che l’iniziativa si pone è quello di incoraggiare chiunque a cimentarsi nella scrittura, dai bambini agli adulti, facendo emergere qualità spesso sottovalutate, se non ignorate, e ampliando il più possibile la platea dei partecipanti.
A ogni macroarea sarà abbinato un prestigioso scrittore italiano che converserà con gli autori dei testi selezionati, esprimendo le sue considerazioni sul contenuto degli scritti e dando loro dei suggerimenti utili per migliorarli ulteriormente. Inoltre, verrà dato ampio spazio alla presentazione del suo nuovo romanzo.
Le macroaree di Matera
Macroarea A
Lanera
Pini
G. Fortunato
Cappuccini
Agna
Granulari
San Giacomo
San Pardo
Borgo La Martella
Venusio
Picciano
Serra Rifusa
Villa Longo
Platani
Spine Bianche
Piccianello
Serra Venerdì
Sezioni
Periferie sociali, in cui si dà voce ai racconti dei migranti dei centri di accoglienza e dei detenuti della Casa Circondariale di Matera.
Fuori zona, riservato ai racconti pervenuti da altri luoghi della Basilicata e da altre Regioni italiane.
Amabili versi: alla rassegna si potrà partecipare non solo con i racconti brevi ma anche con le poesie, ispirate al tema dell’ottava edizione e provenienti da tutta Italia.
Amabili alchimìe: la rassegna si propone anche l’obiettivo di tessere relazioni e sinergie con altre associazioni culturali attive nel territorio lucano e non solo. In questo modo, grazie all’attivismo e all’entusiasmo di tanti appassionati, si innescheranno contaminazioni e si svilupperanno nuove idee.
Gli scrittori
ANTONIO MORESCO
ANTONIO MORESCO è uno dei più importanti autori del panorama italiano. Ha pubblicato numerosi libri, tra cui Lettere a nessuno (1997, 2008, 2018), La lucina (2013, 2023, 2024) e la trilogia di Giochi dell’eternità, costituita da Gli esordi (1998), Canti del caos (2001, 2003, 2009) e Gli increati (2015). Tra le sue ultime opere Canto di D’Arco (SEM 2019), Chisciotte (SEM 2020) e Canto del buio e della luce (Feltrinelli 2024). È stato tra i fondatori nel 2003 del blog «Nazione Indiana» e nel 2005 ha creato la rivista telematica e cartacea «Il primo amore». Ha fondato «Repubblica nomade», con la quale ha compiuto lunghi cammini in Italia e in Europa. Nel 2025 esce Lettera d’amore a Giacomo Leopardi (Solferino).
Edoardo Camurri
Edoardo Camurri (1974), giornalista, saggista e conduttore televisivo e radiofonico. Ha condotto “#maestri”, il programma di Rai Cultura realizzato all’interno della collaborazione tra Rai e Ministero dell’Istruzione per fornire strumenti didattici digitali di supporto all’insegnamento scolastico, “Alla scoperta del ramo d’oro” su Rai3 e “Grandi della tv” su Rai Storia. Conduce “Tutta l’umanità ne parla” su Rai Radio3. Per Adelphi ha curato Il reato di scrivere di Juan Rodolfo Wilcock, per Mondadori ha introdotto gli scritti psichedelici di Aldous Huxley, ed è autore di Introduzione alla realtà (Timeo 2024). Nel 2025 ha pubblicato La vita che brucia (Timeo).
Ilaria Palomba
Ilaria Palomba, classe ‘87, ha pubblicato i romanzi: Fatti male (Gaffi; tradotto in tedesco per Aufbau-Verlag), Homo homini virus (Meridiano Zero; Premio Carver 2015), Una volta l’estate (Meridiano Zero), Disturbi di luminosità (Gaffi), Brama (Perrone), Vuoto (Les Flâneurs; presentato al premio Strega 2023 e vincitore del premio Oscar del Libro 2023); le sillogi: Mancanza (Augh!), Deserto (premio Profumi di poesia 2018), Città metafisiche (Ensemble), Microcosmi (Ensemble; premio Semeria casinò di Sanremo 2021; premio Virginia Woolf al premio Nabokov 2022), Scisma (Les Flâneurs, Premio ASAS, Premio Libro Irregolare, Premio del Presidente della giuria al Bologna in Lettere), il saggio: Io Sono un’opera d’arte, viaggio nel mondo della performance art (Dal Sud). Ha scritto per La Gazzetta del Mezzogiorno, Minima et Moralia, Il Foglio, Succedeoggi. Ha fondato il blog letterario Suite italiana, collabora con La Fionda. A febbraio è uscito Purgatorio (alter ego, 2025) e il 21 novembre sarà pubblicato il poemetto Restituzione per Interno Libri.
Laura Marzi
Laura Marzi (Roma, 1971) giornalista, scrittrice, critica letteraria, ha un dottorato in Studi di Genere conseguito all’università “Paris 8”. Scrive per “il manifesto” e “LetterateMagazine” e traduce dall’inglese e dal francese. Il suo primo romanzo, La materia alternativa (Mondadori, 2022), presentato al premio Strega, ha vinto i premi Minerva, Marzani e John Fante. Nel 2025 esce per Mondadori il suo romanzo Stelle cadenti.
Liliana Rampello
Liliana Rampello è critica letteraria e saggista. È curatrice dei due Meridiani che Mondadori ha dedicato a Jane Austen. Tra le sue pubblicazioni si segnalano Il canto del mondo reale, Virginia Woolf, La vita nella scrittura e Sei romanzi perfetti su Jane Austen. Nel 2025 esce Un anno con Jane Austen (Neri Pozza).
Piergiorgio Pulixi
Piergiorgio Pulixi (Cagliari, 1982), fa parte del collettivo di scrittura Sabot creato da Massimo Carlotto, di cui è allievo. È considerato uno dei maggiori esponenti del noir a livello europeo. I suoi libri sono pubblicati in dodici paesi e hanno ricevuto numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali. Tra i romanzi più noti: La notte delle pantere (Edizioni e/o, 2014), vincitore del Premio Glauco Felici 2015, Il Canto degli innocenti (Edizioni e/o, 2015) vincitore del Premio Franco Fedeli 2015, primo libro della serie thriller I canti del male e L’isola delle anime, vincitore del Premio Scerbanenco 2019. Il suo giallo La libreria dei gatti neri (Marsilio, 2023) è stato un caso letterario di successo. Nel 2024 esce La donna nel pozzo (Feltrinelli) e sempre per la stessa casa editrice Il nido del corvo (2026). Alcuni suoi racconti sono stati pubblicati sul «Manifesto», «Left», «Micromega», «Svolgimento» e in diverse antologie.
Teresa Ciabatti
Teresa Ciabatti, nata e cresciuta a Orbetello, vive a Roma. I suoi romanzi sono: Adelmo, torna da me (Einaudi Stile Libero), I giorni felici (Mondadori), Il mio paradiso è deserto (Rizzoli), Tuttissanti (Il Saggiatore), Matrigna (Solferino). Con La più amata (Mondadori) è stata finalista al premio Strega nel 2017. Sembrava bellezza è uscito nel 2021. Nel 2025 esce per Mondadori il romanzo Donnaregina. Collabora con il Corriere della Sera, Sette e la Lettura.
Programma completo
8 MAGGIO 2026
Ore 19:00
ANTEPRIMA Amabili Confini
Ospite: Antonio Moresco
Sala Conferenze Camera di Commercio
LETTERA D’AMORE A GIACOMO LEOPARDI
Viviamo tempi folli e terribili: anni di guerre, di deliri identitari, di odio e fobie.
Quale momento migliore per una lettera d’amore?
E non una qualsiasi: una lettera a Giacomo Leopardi, il poeta che più di ogni altro ha raccontato i tormenti del suo presente e la difficoltà di trovare un proprio posto nel mondo, aprendo al contempo spazi di sovrumani silenzi e profondissima quiete dove portare in salvo i suoi lettori, almeno per un attimo. Incontrato in anni formativi difficili, Leopardi è diventato per Antonio Moresco il compagno di viaggio di tutta una vita, e allo stesso modo può esserlo per noi: un amico che non ci tradisce, che non ci abbandona, che sa farci sognare ma anche colpirci con la verità.
Moresco compone così il più vivo, lirico e universale dei libri su Leopardi: racconta una giovinezza macerata di dubbi e illuminata di illusioni; ne attraversa il pensiero e l’opera ragionando su cosa sia – e cosa non dovrebbe essere – la letteratura; riscopre assieme a lui l’amore e la ribellione, la libertà e la morte; indaga sull’incombenza del male e sulla tentazione della felicità. Infine, con lui si libra in volo, alto sulle miserie del mondo, per raccontare il nostro presente come lo avrebbe visto e interpretato Leopardi e per regalarci, sul tempo in cui viviamo, un punto di vista nuovo: quello delle rondini, quello dei poeti.
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14 maggio 2026
Ore 18:30
Ospite: Ilaria Palomba
Rione Villa Longo – Piazza Firenze
Macroarea C-D
PURGATORIO
Ilaria ha ingoiato delle benzodiazepine, ha dato le spalle a Roma e si è lanciata nel vuoto. Vive mesi lunghissimi in unità spinale; non sarebbe dovuta sopravvivere, invece torna addirittura a camminare. Il dolore mentale lascia spazio a quello fisico, spesso si sovrappongono, a volte esplodono, altre si silenziano in apatia. Le elucubrazioni raccontano il passato, gli uomini che si sono susseguiti, gli incubi, l’angoscia, un amore smodato per la letteratura e per la filosofia, cosa ha portato al suicidio ma anche ciò che è stato il ritorno alla vita dopo il “grande salto”.
Purgatorio è un memoir che segue un andamento poetico, dove i personaggi riscrivono la propria identità nell’impossibilità di fissarla. Ilaria Palomba fronteggia interrogativi estremi e come Bernhard fa dialogare vita e morte in uno stile lirico che si lega agli eventi. Il lessico aulico, gli arcaismi, l’ossessività martellante, il movimento spiraliforme conducono il lettore a soffermarsi: ogni frase cerca di contenere il tutto.
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21 MAGGIO 2026
Ore 18:30
Ospite: Edoardo Camurri
Rione Serra Venerdì
Macroarea E
LA VITA CHE BRUCIA
Di fronte al dolore, niente ha più senso. Ma è forse proprio allora che la parola ritrova la sua potenza. Ed è proprio questa potenza ad animare La vita che brucia – un testo sfolgorante in cui Edoardo Camurri rivive a cuore aperto l’esperienza più antica, più straziante di tutte: l’ineluttabilità della sofferenza.
In questa ricerca, l’universalità non sarà abbastanza e l’intimità è di troppo; bisogna invece lasciarsi andare al vorticoso vociare del mondo, spingersi in un vero e proprio viaggio al termine della notte, al di là di ciò che pensiamo di essere. E, per riuscirci, la versatilità stilistica di Camurri non lascia nulla di inesplorato: l’antica sapienza vedica riaffiora nella teoria marxiana del valore; gli schematismi kantiani intessono visioni lisergiche; il frammento eracliteo sprofonda nella vividezza emotiva del flusso di coscienza.
La vita che brucia non propone l’algida consolazione delle idee, ma l’appassionante e sofferta ricerca di Qualcosa che dia conto del nostro sentire: la cosmogonia in un battito di ciglia; il frinire delfico delle cicale; l’epifania di una fotografia ritrovata; il viavai di sensazioni in una giornata che è una vita, che è tutte le vite, che è la realtà nella sua bruciante maestosità.
E così, se ascoltassimo la voce che sussurra – e che ci sta accanto – in ogni piega dell’esistenza, al di là di quel fragile Io che ci incatena alla sofferenza, forse riusciremmo a riscoprire la verità più essenziale, la più sconvolgente: «il semplice fatto di esserci è già la risposta».
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26 maggio 2026
Ore 18:30
Ospite: Liliana Rampelllo
Rione San Pardo
Macroarea B
UN ANNO CON JANE AUSTEN
Quando Jane Austen a undici anni scriveva storielle per divertire i suoi fratelli nella canonica di Steventon, non avrebbe mai immaginato di diventare un’icona. O forse sì. Se JA presentisse di avere poco tempo davanti, non lo sapremo mai: la sorella Cassandra, amatissima, distrusse quasi tutti i suoi scritti privati. Non resta dunque che cercarla nei suoi sei romanzi, nell’intelligenza di Elizabeth Bennett sfidata dal sentimento, nell’amore fedele di Anne Elliot, nella saggia condotta di Mr Knightley, nella generosità di Elinor Dashwood o nel sogno di perfezione di Mr Darcy. In ogni caso, la creatrice del romanzo di formazione femminile rimane al centro di un mistero: come ha potuto, Miss Austen, dal salotto di un piccolo rettorato inglese di fine Settecento spalancare la stanza di ogni casa presente e futura? Come ha saputo dare vita a tante donne, protagoniste a modo loro del proprio destino, non vittime in un mondo patriarcale e classista, donne in cui si specchiano tante parti di noi? Il mondo che JA scandaglia col suo acutissimo sguardo è un universo intero di relazioni ed emozioni, che dopo oltre due secoli ci parla ancora. Ecco dunque 365 scene di matrimoni, balli, case, paesaggi, incipit gloriosi, finali concilianti; 365 giorni di madri, ragazze, sorelle, zie & zitelle, ecclesiastici, gentiluomini, padri, seduttori. Ecco la scrittrice non sempre compresa dai contemporanei ma adorata dai posteri, forse infelice in amore ma innamorata del suo lavoro. Jane Austen in purezza, nella musicale originalità della sua lingua polifonica, che ci guida, tra giorni e parole, con le sue donne, nei luoghi amati, in quella “Austenland” a cui sempre vorremmo ritornare.
Questo libro è un grande gioco, ma i giochi sono una cosa seria: l’intenzione è di far venire il travolgente desiderio di leggere e rileggere Jane Austen. Con la leggerezza e il divertimento che lei avrebbe di sicuro apprezzato.
Dall’introduzione di Liliana Rampello
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4 giugno 2026
Ore 18:30
Ospite: Laura Marzi
Rione Lanera
Macroarea A
STELLE CADENTI
Torino, 1993. Ludovica e suo fratello Edoardo frequentano il liceo, vivono in una casa piena di begli oggetti, libri e opere d’arte, indossano vestiti di marca e hanno fiducia nel futuro. Sono figli di Arturo Montella, segretario regionale della Democrazia Cristiana, un uomo affascinante e carismatico la cui aura aleggia su di loro anche quando è assente. Credono nelle vite lucenti dei genitori – stelle che brillano lontane -, nella loro cultura, nella stabilità e nel benessere che incarnano. Poi, un giorno, Arturo Montella viene arrestato. I ragazzi scoprono dalla televisione che il padre è coinvolto nell’inchiesta Mani pulite: è accusato di corruzione e finanziamento illecito al partito. Il perno su cui si reggeva la famiglia Montella crolla da un giorno all’altro: mentre il padre è in carcere e la madre si adopera in ogni modo per tirarlo fuori, Ludovica e Edoardo rimangono soli e senza punti di riferimento, combattuti tra la vergogna e la rabbia. L’unico estraneo ammesso nel limbo di casa Montella è Tommaso, il miglior amico di Edoardo. E in quella bolla di tempo sospeso lui e Ludovica si scoprono attratti l’uno dall’altra. Ma Ludo sa che se il fratello indovinasse il sentimento che le esplode nel petto, rischierebbe di perdere anche lui. All’inizio di questa storia, che la segue fino all’età adulta, Ludovica non ha ancora diciott’anni, ma l’impatto destinato a deviare per sempre la traiettoria della sua vita è già avvenuto.
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11 giugno 2026
Ore 18:30
Ospite: Piergiorgio Pulixi
Rione Serra Rifusa
Macroarea D
IL NIDO DEL CORVO
Sardegna, Penisola del Sinis, una giovane donna scompare nel nulla. Sei mesi di silenzio e indagini a vuoto. Poi, un unico agghiacciante segnale: il cellulare di Angela Floris si riaccende. Sul luogo del rilevamento gli ispettori Daniel Corvo e Viola Zardi trovano un macabro reperto che vale da firma. Si tratta di una mano femminile, troncata e in stato di perfetta conservazione. È l’inizio di un duello perverso con un assassino che agisce da artista della morte. Non si limita a uccidere ma osserva, studia, contempla, collezionando gli arti delle vittime come fossero opere. Per Corvo e Zardi, partner nel lavoro ma opposti per indole e modo di vedere le cose, comincia una caccia allucinata. Lui, mentalità da monaco guerriero, ancorato alla famiglia e alla fede per tenere a bada antichi traumi; lei, spirito in tempesta con il fascino dell’azzardo nel gioco e nella vita, capace di domare il caos soltanto quando lo incanala nei casi da risolvere. Mentre i demoni personali riaffiorano e un’altra ragazza scompare, i due poliziotti capiscono che il killer non li sta solo sfidando, li ha scelti. Attirandoli tra stagni di sale e campagne desolate, trasforma ogni scoperta nella tappa di un incubo meticolosamente orchestrato. Più Corvo e Zardi si avvicinano alla verità, più diventa chiaro che le vittime erano solo un prologo. Il vero capolavoro, l’opera suprema che l’Artista vuole realizzare, forse sono proprio loro.
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18 Giugno 2026
Ore 18:30
Ospite: Teresa Ciabatti
Alvino Relais
DONNAREGINA
Chi è davvero ’o Nasone, il boss temuto e famigerato, accusato di una lunga lista di crimini, tra cui associazione mafiosa, rapine a mano armata e oltre 180 omicidi? È la domanda che si pone una scrittrice alla quale viene affidato il difficile compito di intervistarlo. Lei, però, di criminalità organizzata non sa nulla: è abituata a scrivere di adolescenti, cantanti, attrici. Il mondo da cui proviene è lontano anni luce da quello del superboss. Eppure, quando si trovano faccia a faccia, qualcosa cambia. Nel racconto dell’uomo, oltre alle cronache di violenza e potere, emergono memorie intime: donne amate e perdute, amici scomparsi, legami familiari irrisolti. È lì, nella fragilità inaspettata di chi non rinnega il proprio passato, che avviene un inatteso scambio umano. Tra diffidenza e fascinazione, si apre uno spazio di confronto, soprattutto sul terreno più delicato: quello degli affetti. E proprio mentre la protagonista cerca il figlio di Misso tra i vicoli di Napoli, realizza di essere alla ricerca di qualcun altro: sua figlia, che sente allontanarsi. Con “Donnaregina”, Teresa Ciabatti ci restituisce il ritratto di un’umanità ferita, portandoci in un viaggio di rivelazioni, ambiguità e domande senza risposte. Un romanzo potente, capace di mostrare il confine sottile tra bene e male, giusto e sbagliato, genitori e figli.
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Notizie relative ad Amabili Confini 2026
“Labirinto” è il tema della XI edizione di Amabili Confini – Avviso pubblico di partecipazione
“Labirinto” è il tema della XI edizione di Amabili Confini. Scopri come inviare il tuo elaborato in formato word entro il 30.04.2026.