Amabili Confini non è solo un progetto di rigenerazione culturale delle periferie tramite varie forme di narrazione, ma incarna, più di tanti altri percorsi e manifestazioni, lo spirito di Matera 2019; si prefigge un grande obiettivo: coinvolgere i cittadini di tutte le età per farli diventare abitanti culturali.
Complimenti a tutto lo staff!
Parole”, un tema arrivato a pennello per una parte di comunità che spesso non ha modo di far sentire le proprie parole. La riflessione della parola stessa, “parole”, ha portato i minori migranti della Comunità Alloggio Tolbà di Salandra a dare una declinazione propria e personale del tema, funzionando come una vera e propria terapia.
Grazie ad Amabili Confini per continuare a dare l’opportunità di far sentire voci e parole provenienti da Paesi e lingue diverse.
Grazie per quanto avete fatto per noi ragazzi dell’alternanza. Quella con Amabili Confini è stata davvero un’esperienza unica che non dimenticherò mai!
Avete svolto un lavoro molto bello, piacevole da seguire, vario e interessante. Grazie dell’invito, sono stata molto contenta di partecipare.
Che le sfide siano delle opportunità di crescita lo avete dimostrato creando uno scenario culturale di evidente spessore. Complimenti!
Grazie a voi per avermi coinvolto e per aver organizzato questa bellissima iniziativa!
Assolutamente bella esperienza e bell’ incontro…quando si ha la fortuna di confrontarsi con bravi autori è sempre una ricchezza! Bravissimi tutti voi per i miracoli compiuti, immagino con grande fatica! Ma ne valeva la pena. Potete esserne soddisfatti. Avete compiuto un grande lavoro.
Grandissimi. Bravi tutti, davvero!! Complimenti ragazzi.
Un’edizione stupenda! Siete stati mitici!
È stato un vero piacere ed un onore, considerato l’altissimo profilo culturale dell’evento. Emozionata e divertita nell’ascoltarvi e seguirvi. Nell’ascoltare i ragazzi così pieni di talento e voglia di “parola”. Davvero complimenti a voi tutti.
Seguo “Amabili Confini” da sempre, fin dal momento in cui era solo un atomo di pensieri nell’immaginario di Francesco Mongiello. Da subito sono stata catturata da questa meravigliosa idea di chiamare le periferie a narrare e a narrarsi, perché io credo che solo chi si narra comincia davvero ad esserci. Per tre anni consecutivi ho avuto l’onore di essere coinvolta da vicino ad esplorare mondi e scritture di autori e autrici che sono espressione elevata del capitale letterario e umano del nostro Paese! Partecipare così mi ha fatto sentire una privilegiata, ma soprattutto una di voi. Quest’anno, a mio modesto parere, è stato l’anno della svolta. Perché in un momento così drammatico e nuovo, in cui tutto si è fermato e ogni aspetto della nostra Vita è rimasto sospeso, “Amabili Confini” ha trovato il suo modo di esserci e di essere pienamente, segno che il progetto poggia su radici forti e autentiche capaci di essere nel Tempo. Siete stati tutti fantastici e straordinariamente generosi! Ora sono pronta a farmi da ponte per far arrivare la bellezza e il valore di questo progetto meraviglioso anche nel mio Salento ma poi io vorrò sempre tornare a Matera dove tutto è nato e dove Tutto nasce!
Grazie immensamente a tutti.
Anno dopo anno si rinnova per me e con crescente entusiasmo, la gioia di far parte di Amabili Confini. Un senso di appartenenza più che di partecipazione, un’occasione preziosa per vivere incontri ravvicinati con il mondo dei libri, e della scrittura.
Per valorizzare una delle forme più intime, magiche ed eleganti che possiede l’essere umano per esprimersi: la parola scritta. Ringrazio l’intero team di Amabili Confini per come porta avanti egregiamente e con professionale, umile e dirompente semplicità, il suo progetto culturale di rigenerazione delle periferie. Grazie!
Abbiamo scelto di sostenere il progetto di rigenerazione delle periferie perché nel nostro statuto, articolo 5, si dà importanza alla crescita culturale e sociale del territorio e un progetto come quello di Amabili Confini rispecchia pienamente questi valori.
Siamo onorati che lo staff di Amabili Confini abbia pensato a noi. Il nostro territorio ha caratteristiche strepitose che permettono di stringere rapporti tra più persone per raggiungere lo stesso obiettivo. Io elogio l’ideatore del progetto, Francesco Mongiello e l’ intera organizzazione ma anche chi come noi sostiene queste iniziative che fanno bene al territorio. Dobbiamo essere tutti capaci di valorizzare esperienze culturali e sociali, proprio come amabiliconfini che senz’altro merita.
Mi fa sempre piacere continuare questo percorso con Amabili Confini che ci vede uniti fin dal primo momento, da quando attraverso il libro che io scrissi sui quartieri di Matera che vedeva protagoniste più di 100 interviste agli abitanti dei Rioni, contribuì a far crescere l’attenzione sulle periferie della città. Intanto mi congratulo con la scelta del tema di quest’anno PAROLE e mi permetto di suggerirne un paio:
- la prima è una coppia di parole con una loro storia, una è SOSPIRO. Bisogna tornare indietro nel tempo quando in piazza, al centro c’era l’edicola e sulla sinistra c’erano dei locali che scendevano verso i Sassi e lì due “pizzoni” dove si chiudevano gli atti notarili con una stretta di mano. Il barista si Inventò una bevanda accessibile alle tasche di tutti, anche dei braccianti e il cui nome derivava da un moto dello stomaco provocato dalla forza del sapore di quella bevanda… appena si buttava giù ci si esprimeva con una parolaccia e quindi per ingentilire il termine fu chiamata SOSPIRO.
Sempre in piazza ma sul lato destro c’era una farmacia che vendeva un’altra bevanda chiamata GIACINTO ALLEGRO, costosa. Era un liquido rosso antesignano della canna dei nostri giorni. Dato che nelle parole si possono individuare anche delle misure, nella coppia SOSPIRO /GIACINTO ALLEGRO c’è la misura di una distanza sociale. Questo ci serve come memoria per capire ciò che viene dal passato per comprendere meglio il presente che viviamo oggi; - l’altra parola più contemporanea è ASL o ASM. In questi anni sono stati tagliati selvaggiamente i costi della sanità pubblica così come quelli dell’istruzione…. Dobbiamo abolire il lessico aziendale e correggerlo con quello assistenziale. Non si possono considerare i medici come una pletora di imprenditori della Salute. Il lessico aziendale nella cura delle persone non è accettabile e questa emergenza ce lo ha fatto capire molto bene.