da Amabili Confini | 21 Lug 2026 | News, Scrittori allo Specchio
Sesta edizione di “Scrittori allo specchio”
Matera – Dal 4 Settembre al 1° Ottobre 2026
Cinque prestigiosi traduttori si alternano, ogni settimana, per parlare dei grandi libri da loro curati
L’incontro con i capolavori della letteratura è una scintilla che può illuminare le nostre vite, un bagliore improvviso che scombina i pensieri e accende i cuori. I traduttori, come sapienti tedofori, mantengono viva la fiamma di quelle intense opere, ne preservano l’unicità, restituendoci intatte la forza e la bellezza delle parole.
Venerdì 4 settembre
Ore 19:00
Alvino Relais, Via Marconi 28
Berlin Alexanderplatz di Alfred Döblin
“Un potente manifesto anti-bellico”
a cura di Giusi Drago
Giusi Drago
Giusi Drago è nata a Trento e vive a Milano. Traduttrice dal tedesco, ha ricevuto il Premio italo-tedesco per la traduzione letteraria (Nachwuchspreis) nel 2011. Ha tradotto, fra gli altri, Carl Gustav Jung, Gustav Meyrink, Marica Bodrožić, Rainer Maria Rilke, Robert Walser, Ilse Aichinger e Alfred Döblin. Ha pubblicato, tra le ultime raccolte, Tempo negoziato (La Camera verde, 2014), Correggere le diottrie (Oèdipus, 2019, premio Bologna in Lettere 2020) e Serie nera e verde (Seri, 2024, Premio Napoli 2025). È tra i redattori del blog “Perìgeion – un atto di poesia”. Insegna filosofia e storia nei licei.
Giovedì 10 settembre
Ore 19:00
Alvino Relais, Via Marconi 28
Tehran girl
di Mahsa Mohebali
“La scrittrice più sfacciata d’Iran”
a cura di Giacomo Longhi
Giacomo Longhi
Giacomo Longhi è traduttore dal persiano e dall’arabo. Laureato in letteratura araba e persiana, traduttore da entrambe le lingue, collabora con Bompiani e dirige la collana «Disorientanti» per Polidoro, dedicata alle letterature del Vicino Oriente. In oltre dieci anni di attività si è spostato tra Aleppo, Beirut e Teheran, passando per il Cairo, Baghdad e Dubai. Sono sue le versioni italiane di alcuni classici della letteratura persiana del Novecento, come Pietra paziente di Sadeq Chubak (Ponte33/Ismeo, 2022) e Sinfonia dei morti di Abbas Maroufi (Brioschi, 2023), oltre alle traduzioni di numerosi autori contemporanei tra i quali l’omanita Jokha Alharthi e gli iraniani Mahsa Mohebali, Mohammad Tolouei, Mostafa Ensafi, Mehdi Asadzadeh. Ha curato l’antologia Iran under 30, che contiene le voci di giovani scrittrici e scrittori iraniani.
TEHRAN GIRL di Mahsa Mohebali
Elham è l’avvenente segretaria di un uomo d’affari della Repubblica islamica. È abituata a essere compiacente e carina, a venire considerata solo per il suo aspetto e a ricevere ordini, anche da se stessa. Ma quando il capo le rivela che suo padre, di cui si sono perse le tracce da venticinque anni, è vivo e abita in Svezia, la maschera crolla e riaffiora la bambina cresciuta in un covo di comunisti durante gli anni della rivoluzione. È stata lei a denunciare la famiglia con le foto che i pasdaran avevano trovato nel suo quaderno? O qualcuno si è servito di lei per far saltare la copertura dei genitori e porre fine alla lotta politica che li stava portando alla rovina? Mentre cerca una risposta, Elham corre per Tehran sulla sua Peugeot, zigzagando tra il traffico, le faccende di lavoro, i pretendenti, la madre oppiomane, il fratello sfaticato e gli ex fidanzati che vivono ancora a casa sua. Attraverso continui balzi temporali Mahsa Mohebali costruisce un romanzo teso in cui ribalta il cliché della donna oggetto e ci racconta il presente e il passato dell’Iran, con una scrittura senza filtri, esplicita e irriverente.
Mahsa Mohebali è nata e vive a Tehran. Si è laureata in discipline della musica, è critica letteraria, sceneggiatrice e scrittrice. Ha pubblicato due raccolte di racconti e tre romanzi. Molto letta e amata in Iran, con Non ti preoccupare (Ponte33, 2015) ha vinto nel 2009 il premio Golshiri. Nel 2013 ha partecipato all’International Writing Program dell’Iowa University. Nel 2015 è stata premiata per la sceneggiatura del film Time to love, interpretato da Leila Hatami. Le sue opere sono tradotte in italiano, turco, inglese e svedese.
Giovedì 17 settembre
Ore 19:00
Sala Conferenze Camera di Commercio, Via Lucana 82
Nove racconti di J.D. Salinger
“Dopo Holden, verso il silenzio”
a cura di Matteo Colombo
Matteo Colombo
Matteo Colombo traduce narrativa e testi teatrali angloamericani. Nel 2025 – con Nove racconti, Franny e Zooey e Alzate l’architrave, carpentieri e Seymour: presentazione – ha completato per Einaudi la serie di nuove traduzioni di J. D. Salinger, iniziata nel 2014 con Il giovane Holden. Tra i suoi autori Jennifer Egan, Chuck Palahniuk, David Sedaris, Michael Chabon, Donald Antrim, Garth Greenwell.
Giovedì 24 settembre
Ore 19:00
Sala Conferenze Camera di Commercio, Via Lucana 82
Dove sei, mondo bello
di Sally Rooney
“Sally Ronney, una scrittrice millenial?”
a cura di Maurizia Balmelli
Maurizia Balmelli
Maurizia Balmelli è nata e cresciuta a Locarno, Svizzera. Dopo quattordici anni a Torino, dove ha frequentato la scuola Holden, e un anno a Napoli, dove ha lavorato come sceneggiatrice per Un posto al sole, oggi vive a Parigi.
Traduce narrativa contemporanea dal francese e dall’inglese.
Ha vinto il Premio Vallombrosa Von Rezzori 2010 per la sua versione di Suttree di Cormac McCarthy, il Premio Terra Nova 2014 per la traduzione di Cuore di bestia di Noëlle Revaz, il Premio speciale di traduzione 2022 dell’Ufficio federale della cultura (Svizzera), il Premio la Lettura – Corriere della Sera 2023 per la traduzione di Il passeggero di Cormac McCarthy e il Premio Enriques 2025 per l’insieme della sua attività. Tra gli autori tradotti: Martin Amis, Ian McEwan, Virginie Despentes, Agota Kristof, Emmanuel Carrère, Sally Rooney, Miriam Toews, Mary Gaitskill, Yasmina Reza, J.M.G. Le Clézio, Fred Vargas, Aleksandar Hemon, Colette.
Giovedì 1 ottobre
Ore 19:00
Alvino Relais, Via Marconi 28
Ritmi americani
di Franco Nasi
“Traduzione dello stile
Stile della traduzione”
a cura di Franco Nasi
Franco Nasi
Franco Nasi, saggista e traduttore, ha insegnato Teorie della traduzione e Letteratura Anglo-americana all’Università di Modena e Reggio Emilia. Fra le sue pubblicazioni Poetiche in transito (Medusa, 2004), La malinconia del traduttore (Medusa, 2008), Specchi comunicanti (Medusa, 2010), L’artefice aggiunto. Riflessioni sulla traduzione in Italia 1900-1975 (con Angela Albanese, Longo, 2015), Traduzioni estreme (Quodlibet, 2015), Tradurre l’errore (Quodlibet, 2021) e Ritmi americani (Quodlibet, 2025).
“Tradurre è dunque innanzitutto far meglio conoscere ciò che merita di essere conosciuto meglio: perché edifica, infervora, rende più profondi; perché costituisce un indispensabile retaggio del passato; perché è un contributo alla conoscenza, sacra o d’altro genere.”
Susan Sontag
Gallery fotografica della rassegna
da Amabili Confini | 3 Gen 2026 | Edizione 2026, News
“Il mondo è un labirinto dal quale è impossibile fuggire” (Jorge Luis Borges – “Finzioni”)
Sarà “Labirinto” il tema della undicesima edizione di Amabili Confini, che vedrà ancora una volta protagonisti i quartieri e i loro residenti.
La parola, scelta dal team di Amabili Confini, rappresenterà la fonte di ispirazione per tutti coloro che vorranno cimentarsi nella scrittura di un racconto breve o di una poesia.
Pe partecipare a questa importante iniziativa, basterà collegarsi al sito www.amabiliconfini.it, compilare il modulo che comparirà nella home page e inviare l’elaborato in formato word entro il 30 aprile 2026. La redazione sarà pronta ad accogliere i testi che giungeranno da Matera e da tutta Italia. Come per le precedenti edizioni, è stato scelto un tema evocativo in grado di stimolare la sensibilità e la fantasia di ognuno, creando i presupposti per un’ampia partecipazione.
“Come da prassi, la parola eletta a tema della prossima edizione di Amabili Confini è stata la più votata tra quelle proposte da ogni componente dell’associazione.” – dichiara il direttore artistico Francesco Mongiello – “Siamo certi che ispirerà quanti vorranno partecipare a questa nostra iniziativa che conferisce dignità alle periferie e che, nell’arco temporale della rassegna, colloca saldamente la scrittura, le storie, i libri, al centro della vita collettiva.
Mettere su carta emozioni e pensieri restituisce sempre qualcosa di incomparabile valore. Con la scrittura si può infrangere quel muro di silenzio che spesso ci costringe a rimanere muti e a celare la nostra autentica voce interiore.”
Il progetto, ideato da Mongiello, coinvolge ogni anno i residenti dei quartieri materani e di altri Comuni italiani. Tra tutti gli scritti pervenuti saranno scelti quelli che avranno suscitato maggiori emozioni, al di là della qualità letteraria. Amabili Confini, infatti, non rientra nella categoria dei festival o degli austeri premi letterari: non ci sono giurie di esperti con il compito di valutare gli elaborati. L’iniziativa è aperta a chiunque desideri assecondare le proprie emozioni e dare spazio alla propria immaginazione, dai bambini, agli adolescenti, agli adulti, agli anziani, con l’intento di far emergere inclinazioni e qualità che a volte si stenta a riconoscere.
Ad ogni quartiere di Matera sarà abbinato un prestigioso scrittore o scrittrice italiana, che converserà con gli autori dei testi selezionati, esprimendo le sue considerazioni e dando suggerimenti sui contenuti degli scritti. La seconda parte dell’incontro, invece, sarà dedicata alla presentazione del suo nuovo romanzo.
Amabili Confini è un progetto di comunità, volto a stimolare la partecipazione attiva degli abitanti in un processo di condivisione alimentato dal racconto e dall’ascolto reciproco.
La rassegna si svolgerà dal 14 maggio al 18 giugno, con un’anteprima che si terrà l’8 maggio.
Si riconfermano le sezioni:
da Amabili Confini | 3 Set 2025 | Edizione 2025, News, Racconti
Articolo di Angelo Soro
Sotto il cielo tiepido di Matera, nella cornice raccolta della terrazza di Palazzo Malvinni Malvezzi, si è svolto un incontro che somigliava più a una conversazione intima che a una presentazione. Al centro la scrittrice Laura Imai Messina, chiamata a parlare di due libri apparentemente diversi, Tutti gli indirizzi perduti e L’ospedale dei giocattoli, ma uniti da un filo sottile fatto di memoria, cura e piccole rivoluzioni quotidiane.
In dialogo con Claudia Zancan e Agnese Ferri, l’autrice ha spiegato come la sua narrativa nasca dai luoghi. Dall’isola di Awashima e dall’ufficio postale delle lettere senza indirizzo, un magazzino di parole dirette a destinatari non fisici, prende forma la storia di Risa, figlia di un postino che decide di catalogare quelle lettere e, nella pratica della ricerca, di confrontarsi con l’ombra dell’assenza e con la discreta presenza degli sconosciuti.
Messina racconta il Giappone come uno spazio dove il silenzio non è vuoto ma contesto e dove la scrittura può restituire voce a ciò che sembra irrimediabilmente perduto; «Fare domande per me è la forma di amore più grande», dice l’autrice nel dialogo con il pubblico.
L’altro racconto presentato, L’ospedale dei giocattoli, prende filo e ispirazione da una pratica reale diffusa in Giappone: una rete di laboratori (più di 400 punti sul territorio, con oltre 1.700 “medici dei giocattoli”) che riparano gratuitamente giocattoli rotti, consegnando al bambino non solo l’oggetto aggiustato ma anche la responsabilità di decidere come restituirgli vita. Messina ha descritto con affetto la ritualità di quei luoghi, il foglio d’accettazione compilato a nome del bambino, il confronto fra estetica e funzione, il valore etico del prendersi cura, e la capacità di quegli anziani volontari di trasformare il gesto della riparazione in una pratica collettiva di cura.
Nel corso della serata sono emerse immagini forti: lettere che ringraziano l’inventore del phon per le carezze offerte ai figli, madri che parlano all’assenza, bambini chiamati all’autonomia e alla scelta.
da Amabili Confini | 1 Set 2025 | News, Scrittori allo Specchio
Torna a Matera “Scrittori allo Specchio”, l’attesa rassegna dedicata ai capolavori della narrativa che anche quest’anno vedrà la partecipazione di grandi firme della traduzione: Tommaso Pincio, Samanta K. Milton Knowles, Cristiana Mennella, Enrico Terrinoni, Fabio Pedone e Silvia Pozzi.
Gli incontri con il pubblico si terranno tra settembre e ottobre, con cadenza settimanale, presso la Fondazione Le Monacelle, in via Riscatto 9/10 a Matera.
Organizzata e promossa dall’associazione Amabili Confini, la rassegna avrà inizio giovedì 4 settembre alle 18:30 con il primo ospite della rassegna, Tommaso Pincio, vincitore nel 2015 del primo premio degli editori indipendenti Sinbad – Città di Bari con il romanzo Panorama e Premio Strega Europeo 2025 per il romanzo Il giorno dell’ape di Paul Murray, di cui ha curato la traduzione. Il 23 settembre, invece, è previsto un fuori programma con la presentazione del romanzo “Di fronte al fuoco” dello scrittore ucraino Aleksej Nikitin, vincitore del premio Sholem Aleichem. In quell’occasione l’autore dialogherà con la sua traduttrice Laura Pagliara.
«Provo una gioia immensa nel constatare che questa iniziativa abbia nel tempo attratto sempre più gente. – dichiara il direttore artistico Francesco Mongiello – La traduzione, che fin dai miei esordi di lettore ha esercitato su di me un richiamo irresistibile, svolge una funzione determinante nel riprodurre il registro stilistico dello scrittore di riferimento e svela contestualmente anche la capacità da parte del traduttore di calarsi nelle profondità del testo facendo emergere gli aspetti peculiari dell’opera. In tal senso mi sento di condividere appieno la nota affermazione di Italo Calvino: “Tradurre è il modo migliore di leggere un libro”».
Ospiti e programma completo »
da Amabili Confini | 24 Lug 2025 | Altri Eventi, News
“Pietà” è il romanzo d’esordio di Antonio Galetta, vincitore del Premio Campiello Opera Prima 2025 con menzione speciale del Premio Calvino, e finalista del Premio Internazionale Flaiano 2025 – Sezione BPER Under 35.
L’umiltà, l’affabilità, la cultura di Antonio Galetta hanno sorpreso il pubblico di Amabili Confini, non foss’altro per la giovane età dello scrittore, già segnalato dalla critica per l’originalità del suo stile. L’esercizio del potere e la forza delle idee alimentano le tensioni di un paese in piena campagna elettorale, mentre interesse collettivo e idealismo si fondono inevitabilmente con egoismo e disincanto, minando le silenziose dinamiche di potere che ci riguardano più da vicino di quel che si pensa.
Pubblicato nella collana Unici di Einaudi, il romanzo d’esordio di Galetta “mette in scena con distacco, nel filtro di una prosa ironica e sorprendente, gli intricati giochi di potere che si dispiegano in un piccolo centro del Sud Italia in vista delle imminenti elezioni comunali. Tra simbolismo e realismo, ricorrendo anche a mezzi narrativi postmoderni, l’autore anatomizza personaggi e forze in campo, giungendo all’amara conclusione dell’invincibile resilienza dello status quo. Un quadro miniaturizzato dell’Italia contemporanea in cui la voce narrante è un originale “noi” che accomuna gli interessi costituiti”. Pietà “è un grimaldello: scardina le dinamiche silenziose del potere e facendolo mette a nudo noi. Senza pietà.”
Consideriamo gli apprezzamenti ricevuti durante la presentazione – avvenuta il 23 luglio 2025 presso la Fondazione Le Monacelle (che ringraziamo per l’ospitalità) – un riconoscimento della cura con cui scegliamo gli autori da invitare nella nostra città, e uno stimolo a migliorare ulteriormente la nostra offerta culturale. Hanno dialogato con l’autore, Agnese Ferri e Francesco Moro.
da Amabili Confini | 20 Gen 2025 | Edizione 2025, News
L’associazione Amabili Confini è lieta di annunciare il tema della decima edizione dell’omonima rassegna, che vedrà ancora una volta protagonisti i quartieri e i loro residenti.
Sarà la parola “Metamorfosi” ad ispirare tutti coloro che vorranno partecipare a questa importante iniziativa con un racconto breve o una poesia, da inviare alla redazione entro il 30 aprile.
Basterà collegarsi al sito
www.amabiliconfini.it, compilare il modulo che comparirà nella home page e inviare l’elaborato in formato word. La redazione sarà pronta ad accogliere i testi che giungeranno da Matera e da tutta Italia.
Come per le precedenti edizioni, è stato scelto un tema evocativo in grado di stimolare la sensibilità e la fantasia di ognuno, creando i presupposti per un’ampia partecipazione.
Il progetto, ideato da Francesco Mongiello, coinvolge ogni anno i residenti dei quartieri materani e di altri Comuni italiani. Tra tutti gli scritti pervenuti saranno scelti quei testi che avranno suscitato maggiori emozioni, al di là della qualità letteraria. Amabili Confini, infatti, non rientra nella categoria dei festival o degli austeri premi letterari: non ci sono giurie di esperti col compito di valutare i racconti. L’iniziativa è aperta a chiunque desideri cimentarsi nella scrittura, dai bambini agli adolescenti e agli adulti, con l’intento di far emergere inclinazioni e qualità che a volte si stenta a riconoscere.
Ad ogni quartiere di Matera sarà abbinato un prestigioso scrittore o scrittrice italiana, che converserà con gli autori dei testi selezionati, esprimendo le sue considerazioni e dando suggerimenti sui contenuti degli scritti. La seconda parte dell’incontro, invece, sarà dedicata alla presentazione del suo nuovo romanzo.
Amabili Confini è un progetto di comunità, volto a stimolare la partecipazione attiva degli abitanti in un processo di condivisione alimentato dal racconto e dall’ascolto reciproco.
La rassegna si svolgerà dal 15 maggio al 19 giugno, con un’anteprima che si terrà nella prima decade di maggio.
Si riconfermano le sezioni:
Periferie sociali: in cui si dà voce ai racconti dei migranti dei centri di accoglienza e dei detenuti della Casa Circondariale di Matera;
Fuori zona: riservata ai racconti pervenuti da altri luoghi della Basilicata e da altre Regioni italiane;
Amabili versi: dedicata alle poesie ispirate al tema della decima edizione e provenienti da tutto il territorio nazionale;
Amabili alchimìe: spazio dedicato alle relazioni e alle sinergie con altre associazioni culturali attive nel territorio lucano e non solo. In questo modo, grazie all’attivismo e all’entusiasmo di tanti appassionati, si innescheranno contaminazioni e si svilupperanno nuove idee.